L’acido folico aiuta a rimanere incinta?

Sul ruolo dell’acido folico (altrimenti detto “folina”) nell’ambito della maternità sono stati effettuati molti studi e ricerche di una certa rilevanza. I dati che hanno messo d’accordo la maggior parte delle autorità scientifiche circa le proprietà di questo ‘profarmaco’ hanno evidenziato in particolare due aspetti. Il primo, per tornare alla domanda nel titolo, è che l’acido folico aiuta effettivamente la donna a rimanere in stato interessante. In seconda istanza è emerso il contributo fondamentale della folina nella prevenzione di malformazioni o mutazioni genetiche durante la formazione del feto.

Pur riconoscendo il notevole interesse di quest’ultimo versante, in questa sede l’obbiettivo è quello di rispondere in modo esaustivo all’interrogativo posto nel titolo. Spiegando, dunque, come effettivamente l’acido folico favorisca la maternità.

Di seguito verrà illustrato il ruolo della folina nel contesto dell’infertilità dell’uomo e della donna.
Per approfondire ulteriormente la materia in questione si può consultare la pagina dedicata all’acido folico nel famoso portale Wikipedia (https://it.wikipedia.org/wiki/Acido_folico)

L’azione dell’acido folico contro oligospermia e astenospermia maschile

Quando un soggetto maschile soffre di oligospermia vuol dire che il fluido spermatico ha una bassa concentrazione di spermatozoi e di conseguenza una percentuale minore di fertilità. In caso di astenospermia, invece, gli spermatozoi perdono gran parte della propria ‘motilità’, ovvero la capacità di muoversi spontaneamente, rendendo problematica la dinamica della riproduzione.
Intervenendo con una terapia a base di folina e antiossidanti si innescano delle reazioni atte a favorire notevolmente la qualità del liquido spermatico e contestualmente la fertilità dell’individuo.

La terapia della folina per limitare i danni degli autoanticorpi nell’organismo delle donne

Una delle cause accertate della sterilità femminile è la produzione di determinati autoanticorpi che, non riuscendo più a decodificare il recettore per l’acido folico, inibiscono l’assorbimento della folina.
Anche in questo caso per ‘invertire la tendenza’ e diminuire l’indice di infertilità è auspicabile una terapia adiuvante a base di acido folico.

  • L’uso dell’acido folico comporta controindicazioni o effetti collaterali per le donne in stato interessante?

A questo proposito una premessa è d’obbligo. Contrariamente a quanto avviene per la maggior parte delle sostanze che vengono somministrate nell’organismo, la presenza eccessiva di folina non comporta particolari scompensi nella salute di una donna incinta. Ciò è dovuto al fatto che il ‘surplus’ di acido folico finisce per essere espulso tramite l’atto della minzione.

Fatto questo preambolo, è stata riscontrata una serie di controindicazioni ed effetti indesiderati derivanti dall’uso della folina. Fermo restando il solito margine d’incertezza legato alle reazioni individuali di ogni singolo organismo agli agenti esterni, è necessario prestare la dovuta attenzione a ciò che viene trattato di seguito.

Acido folico sconsigliato in caso di antiepilettici e anticonvulsivanti

È stato osservato come il consumo concomitante di folina e farmaci anticonvulsivanti o antinfiammatori non steroidei o antiepilettici possa ridurre drasticamente l’effetto benefico di questi ultimi.

Orticaria o irritabilità tra gli effetti collaterali della folina

Nella casistica degli effetti indesiderati ascrivibili all’uso dell’acido folico rientrano orticaria, dolori addominali, insonnia, irritabilità, lievi difficoltà respiratorie, mal di stomaco e perdita di appettito.

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