Cos’è la flat tax?

Negli ultimi mesi, avrete sicuramente sentito parlare di flat tax e di come potrebbe completamente modificare il nostro sistema di tassazione, ma non tutti sanno con precisione cos’è e come funziona.

In questo articolo vi aiuteremo a comprendere il significato della flat tax e come cambierà il nostro sistema fiscale.

Cos’è la Flat Tax?

Il termine flat tax può essere tradotto con la dicitura “tassa piatta” e indica un sistema fiscale basato su un’unica aliquota fissa, uguale per tutti. Nella pratica, sia i cittadini che le imprese versano allo Stato, un’aliquota (una percentuale) fissa dei propri guadagni, senza che questa cambi a seconda del reddito.

La flat tax quindi prevedrebbe un esborso all’erario uguale per tutti, anche se vi sono categorie che guadagnano di meno e altre che guadagnano di più. La flat tax, in ogni caso non eliminerà il sistema delle deduzioni e delle detrazioni fiscali, ma può essere considerata come una tassa “democratica”.

L’introduzione della flat tax sarebbe una vera e propria rivoluzione per il sistema fiscale italiano che si è sempre basato sulla progressività e su diversi scaglioni di reddito. Il governo Lega-Cinque Stelle ha previsto che nel secondo semestre del 2019 o al massimo entro il 2020 verrà finalmente introdotta la nuova riforma fiscale che prevede l’introduzione della flat tax. Fin dal 1994, la flat tax è stato uno dei cavalli di battaglia dell’ex premier Berlusconi, che aveva previsto una tassa piatta del 23%, con un’esenzione fiscale per i redditi inferiori ai 12.000 €, mentre la Lega ha invece paventato una proposta ancora più estrema: la flat tax al 15% sia per le famiglie che per le imprese.

Le aliquote della Flat Tax

Ad oggi, le due proposte non hanno avuto successo e il governo Lega-Cinque Stelle ha optato una doppia flat tax, con due aliquote: al 15% e al 20%, la prima destinata alle Partite Iva e la seconda alle imprese. L’introduzione di un sistema fiscale con aliquota fissa presenta molti ostacoli, visto che nella Costituzione Italiana all’art.53 comma 2 è presente la seguente dicitura: “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”, di conseguenza la riforma fiscale come era stata pensata dai due leader del centrodestra sarebbe stata incostituzionale.

Come abbiamo sottolineato, nella Legge di Bilancio 2019, è stata introdotta la flat tax esclusivamente per due tipi di categorie: i titolari di partite IVA e le imprese. Da quanto si legge nella Legge di Bilancio 2019, per adesso è prevista esclusivamente una flat tax con aliquota al 15% per le partite Iva che hanno prodotto redditi fino ad un massimo di 65.000 €.

Per quanto riguarda invece la seconda aliquota, quella al 20%, si dovrà aspettare al 2020 per l’attivazione. I soggetti che dovranno essere tassati con aliquota al 20% sono coloro che hanno prodotto ricavi da partite IVA compresi tra i 65.000 € e i 100.000 €.

Sempre nella Legge di Bilancio è stata anche prevista una flat tax al 7% per i pensionati italiani o stranieri che decidano di trasferirsi al Sud in una città con meno di 20.000 abitanti. Per agevolare invece lo sviluppo e la creazione delle start-up, la riforma fiscale ha previsto un’aliquota fissa al 5% per i primi cinque anni e la stessa percentuale anche per le nuove partite IVA.

Conclusioni

L’introduzione della flat tax, secondo chi ne è promotore, dovrebbe consentire la diminuzione dell’evasione fiscale e una maggiore uguaglianza fiscale per i cittadini, obiettivi che solo dopo diversi anni potranno essere raggiunti, anche se il progetto iniziale è già stato completamente stravolto e l’aliquota unica è diventata doppia.

Come si può notare, la flat tax non ha ancora modificato il nostro sistema fiscale e il percorso è ancora lungo e pieno di ostacoli, anche perché sono sempre più le voci autorevoli che criticano questo regime fiscale, visto che nei paesi dell’est dove è stata introdotta da anni, non ha prodotto nessun risultato degno di nota.

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