Come funziona la quota 100 nelle pensioni

Nel mese di Gennaio del 2019, il governo tramite il decreto legge “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni” ha approvato la cosiddetta “quota 100”, una misura pensionistica che permette il pensionamento anticipato dei lavoratori che abbiano raggiunto un’età e una contribuzione che, sommate in anni, hanno un risultato di 100.

Si tratta di una misura molto attesa, di cui grazie al decreto conosciamo precisamente il funzionamento. In questo articolo spiegheremo, in breve, come funziona e come ottenere la pensione con la quota 100.

Quando si può ottenere la quota 100

Per avere la quota 100 non bisogna solamente raggiungere questo valore nella somma, ma è anche necessario aver raggiunto dei requisiti minimi.

Questi sono rappresentati dai 62 anni di età e dai 38 anni di contribuzione. Se anche uno di questi due valori non è rispettato (per esempio, 60 anni di età e 40 di contributi) non si potrà comunque accedere alla pensione finché questi non saranno rispettati entrambi.

Considerando che la vecchia legge “la Legge Fornero” permetteva di andare in pensione con un minimo di 67 anni, la quota 100 permette di andare in pensione nella migliore delle ipotesi cinque anni prima per chi ne ha diritto.

Saranno considerati validi per la Quota 100 tutte le persone che hanno maturato i requisiti, anche se la richiesta per il pensionamento sarà disponibile da Aprile 2019, e non potrà essere fatta prima.

Da notare che la misura è valida fino al 2021, in quanto misura sperimentale, quindi non è detto che successivamente rimanga attiva.

Quando può essere ottenuta la quota 100

Considerando che gli aventi diritto sono molti, per evitare un “esodo di massa” sono state previste le cosiddette finestre pensionistiche, che permettono di andare in pensione prima o dopo a seconda delle categorie.

  • In particolare, i primi a poter andare in pensione con la quota sono i lavoratori del settore privato che maturano i requisiti fino a Dicembre 2018, che potranno andare in pensione dal 1 Aprile 2019;
  • I lavoratori, sempre privati, che hanno maturato i requisiti al 1 Gennaio 2019, o successivamente, potranno richiedere la pensione solo tre mesi dopo la maturazione dei requisiti;
  • I dipendenti pubblici che hanno maturato i requisiti prima della fine del 2018 potranno richiedere la pensione dal 1 Agosto 2019;
  • I dipendenti pubblici che maturano i requisiti dopo l’inizio del 2019 dovranno aspettare sei mesi dalla maturazione dei requisiti per richiedere la pensione.

Queste le finestre stabilite fino ad ora, ma non è escluso che in futuro siano presentate altre finestre per scaglionare ancora di più il pensionamento.

Quanto si perde con la Quota 100?

La perdita con la Quota 100 non è fissa ma variabile, tuttavia non ci sono delle trattenute particolari per la pensione anticipata; il fatto che chi va in pensione con la Quota 100 abbia una pensione più bassa di chi entra con la pensione ordinaria dipende dal fatto che ha pagato i contributi per un numero minore di anni. Così è possibile arrivare ad uno scarto fino al 21%, ma molto varia in base a quanti sono stati i contributi versati. In generale, comunque, non ci sono trattenute né penalizzazioni per chi va in pensione con la Quota 100, a differenza di chi usufruiva fino ad oggi della pensione anticipata. Da notare anche il fatto che la Quota 100 vieta di continuare a lavorare per chi ne usufruisce, a differenza della normale pensione di vecchiaia; se qualcuno volesse quindi continuare a lavorare nonostante la pensione deve necessariamente aspettare il raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia.

Si possono accumulare più casse diverse?

E’ previsto il cumulo gratuito degli anni di contribuzione che sono stati pagati per diverse casse (ad esempio, INPS e casse speciali); per il cumulo è necessario esclusivamente che gli anni non siano coincidenti temporalmente.

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